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Las Vegas e la sua particolare storia

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Las Vegas è una città fatta di eccessi. Talmente finta da apparire vera. Una città che, comunque la si pensi, merita di essere visitata e di essere guardata con i giusti occhi. Perché qui, molto più di quanto si pensi, c’è una parte molto autentica dell’anima degli Stati Uniti. Las Vegas, chiamata anche Sin City, Città del Peccato, deve questo suo nome alla sua storia. Città legata senza dubbio all’immagine del gioco d’azzardo, ma anche ad un certo tipo di criminalità che qui ha assunto quasi i contorni della leggenda.

Las Vegas

Las Vegas ha una storia che comincia da lontano, agli inizi dell’800, quando un mercante messicano, tale Antonio Arminjo, si ferma con gli uomini della sua carovana lungo il mitico Old Spanish Trail. Una parte del suo gruppo si sposta verso ovest perché c’è bisogno di acqua, arrivando così a scoprire una vena artesiana. A capo di questo gruppo vi è un giovane, Rivera Raphael, che tornerà dai suoi compagni dicendo loro di avere trovato una pianura fertile, in mezzo al deserto. E da li cominciò tutto.

A metà ‘800 fu la volta di John Charles Fremont a stabilrsi a Las Vegas. Fremont era un uomo politico molto moderno per i suoi tempi, tanto da essere il primo candidato repubblicano alla presidenza pur essendo contrario alla schiavitù. La sua fama e i suoi scritti contribuirono ad attirare qui sempre nuovi pionieri. E la storia di Las Vegas iniziò a delinearsi sempre più.

L’inizio

Las Vegas venne “ufficialmente” fondata nel 1905, grazie ad una vendita all’asta di oltre 100 ettari di terreno, nei pressi della ferrovia. Fu proprio questo terreno a diventare il centro della futura città. Nel giro di due soli decenni, Las Vegas cominciò ad assumere quelle caratteristiche e quello spirito che ne faranno la storia e che ne disegneranno il clima sociale. Nel 1931, infatti, a Las Vegas non solo venne legalizzato il gioco d’azzardo ma venne anche promulgata una legge in base alla quale risiedere in città diventò criterio sufficiente per poter divorziare. Due vere “rivoluzioni” se si pensa che si trattava degli anni ’30, gli anni del proibizionismo negli Stati Uniti.

Pochi anni dopo fu la volta di un uomo dalla fama non certo cristallina a dare la vera fisionomia alla città, facendo del gioco d’azzardo un business strutturato. Stiamo parlando del “criminale” Bugsy Siegel che diede vita al celebre hotel-casinò Flamingo. Una struttura che aprì la strada e diventò il modello per altri hotel di questo tipo, molti dei quali legati alla malavita. In quegli anni gli intrecci tra malavita e affari a Las Vegas erano davvero la norma, tanto che, nel 1950, fu proprio qui che venne portata la commissione sul crimine organizzato da parte del senatore democratico Estes Kefauver.

Tutto sommato questo clima libertario e “fuori legge” fu anche quello che consentì a Las Vegas di staccarsi non solo dal bigottismo imperante negli USA di quel tempo, ma anche dal razzismo. Fu infatti a Las Vegas che venne aperto il Moulin Rouge, il primo casinò in assoluto a permettere l’integrazione tra bianchi e neri.

I mitici anni ‘60

Gli anni ’60 furono quelli che videro una notevole espansione della città. Espansione sempre legata al gioco d’azzardo che però assume sempre più i connotati di una vera e propria attività economica, andando a sfumare i suoi contorni di illegalità. Negli anni ’60 aprì un altro mitico hotel-casinò, il Caesars Palace, mentre il miliardario Howard Hughes iniziò a investire massicciamente in altri casinò sottraendoli proprio alla malavita. Il giro d’affari si fece così interessante che, con il tipico spirito pragmatico americano, il Nevada approvò una legge che facilitava l’acquisizione dei casinò da parte delle società. Così facendo, Las Vegas iniziò a legare indissolubilmente il proprio nome a questo business, attorno a cui si era creata una potente economia fatta di turismo, matrimoni, eccessi e divertimento.

Las Vegas è molto di più

Las Vegas però non è solo gioco d’azzardo. Las Vegas infatti ha saputo cambiare e diventare una meta turistica anche per famiglie e amanti della natura. Chi viaggia a Las Vegas con la famiglia troverà, per esempio, nel Container Park una meta imperdibile. Si tratta di un villaggio costruito come un lego in cui i mattoncini sono rappresentati da containers navali. Al loro interno si trovano negozi, ristoranti, atelier e molto altro. E così questa Downtown Vegas si è riconvertita e ha acquistato nuova vita. Se poi il delirio della città vi dovesse stancare, niente paura. Las Vegas è in una posizione strategica per raggiungere alcune delle zone più belle degli USA come il Grand Canyon, il Red Rock Canyon e altri parchi nazionali.


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